DJ MAX R

DJ MAX R | Fondi LT |

DJ MAX R | Massimo Rotunno | Fondi LT

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DJ Old School, amante della musica House, il suo debutto risale agli inizi degli anni '90. 
Muove i primi passi nelle discoteche storiche della provincia di Latina. 
Fu in quegli anni che iniziò a sperimentare le prime tecniche di miscelazione. 
Oggi è tra i dj radiofonici più amati e collabora con molte radio internazionali, 
mixando live con vinili e console digitali, fondendo la vecchia scuola con le nuove tecniche di mixaggio.

Il disc jockey (scritto anche DJ, dj, D.J., deejay oppure Dee-Jay) è una figura professionale del mondo della musica e della discografia in generale.
Descrizione
Il disc jockey è di solito un professionista dell'intrattenimento il cui compito è di selezionare, molto spesso in una discoteca o in un club, a seconda dei gusti del pubblico, delle occasioni, ma anche del suo stile personale, brani musicali di vario genere, attraverso un impianto di amplificazione, del quale l'ambiente stesso è munito, e al quale è collegata la consolle (o disco-consolle). Attraverso questa consolle, con la tecnica del mixaggio (in inglese mixing), è possibile unire in sequenza più tracce provenienti da diversi supporti sonori, come il disco in vinile o il compact disc, in modo da ottenere un unico flusso musicale che risulti piacevole all'ascoltatore.
L'attività svolta dal disc jockey, al fine di creare mix di suoni in maniera limpida, è definita con il termine inglese DJing, attività che richiede conoscenze teorico-pratiche di carattere musicale ed elettronico. Un DJ può decidere di incidere un disco contenente i suoi live musicali, i suoi mixaggi ed eventualmente le sue produzioni (in questo caso, il DJ viene chiamato anche producer). Soprattutto negli ultimi anni si è verificato un notevole aumento dei DJ, più o meno competenti, favorito da diversi fattori, quali i prezzi sul mercato per DJ, l'avvento del digitale, la pirateria discografica e i più sofisticati lettori CDJ, che facilitano molto, rispetto agli anni passati il loro lavoro.
La console o consolle o regia audio, lo strumento musicale del dj, può essere costituita da un numero variabile di dispositivi (CDJ, giradischi, mixer, drum machines, sintetizzatori, sequencers...)

I CDJ
Questo termine deriva dagli acronimi CD e DJ. Si tratta di lettori professionali da Dj che consentono molte altre funzioni oltre a quelle dei lettori CD.

Le principali sono:

Jog wheel: si tratta di quella che forse è la parte più evidente di tutto il CDJ. Questo comando di forma circolare permette di muovere avanti e indietro il brano molto lentamente, con una precisione estrema. È utile anche per altre funzioni, ad esempio permette di fare quello che fa il Pitch Control, ma con molta più precisione, oppure di applicare gli effetti, se presenti sul CDJ stesso.
Pitch Control: permette di velocizzare o rallentare un brano. Serve per i beatmix (vedi il paragrafo "mixaggio"). Si può effettuare anche tramite il jog su certi CDJ. Tuttavia il jog permette solo una variazione temporanea del beat del brano, solitamente per correggere eventuali imperfezioni durante il passaggio da una canzone all'altra.
Cue: i punti di taglio sono dei punti particolari situati all'interno di un brano, che permettono al dj di trovare il pezzo che gli serve immediatamente: si tende a metterne uno ad esempio prima di un ritornello o di una strofa, o di un ponte. Sono fondamentali per il lavoro del dj.
Key Control: permette di modificare la tonalità del brano.
Loop: permette di impostare dei loop, ovvero delle parti di una lunghezza variabile che si ripetono di continuo, anche all'infinito volendo.
Effetti: gli effetti applicabili tramite i CDJ sono molteplici. Di norma i dj preferiscono applicarli tramite speciali programmi per computer, come Virtual DJ o Traktor. Solitamente gli effetti sono presenti sui mixer o aggiunti in un secondo momento con delle effettiere.


I GIRADISCHI

Lavorare con i giradischi è ovviamente più impegnativo che lavorare usando strumenti digitali come CDJ o i computer. Questo perché uno strumento analogico non permette di godere di tutti quei vantaggi offerti negli ultimi anni dalla tecnologia, come la visualizzazione grafica dell'onda che viene effettuata mediante il computer con programmi tipo Virtual DJ, Traktor o Mixxx.

Esistono diversi tipi di giradischi in commercio. L'aspetto principale che caratterizza quelli utilizzati dai DJ è il tipo di trazione utilizzata per dare movimento al piatto rotante:

A cinghia: è tra le prime tecnologie applicate. Si basa sulla trasmissione della rotazione tra un motore elettrico e il piatto rotante, mediante l'uso di una cinghia (in genere costruita in caucciù). Sono i preferiti dagli appassionati di musica e per l'ascolto normale e sono poco adatti al mixaggio, sebbene i primi giradischi adattati al mixing utilizzassero questa tecnologia.
A trazione diretta: sono preferiti dai DJ in quanto patiscono meno il bloccaggio del piatto rotante (turntable) non essendoci strisciamento della cinghia e conseguente riscaldamento e usura. Inoltre la trazione diretta consente un maggior rendimento meccanico, ossia trasferire al piatto una maggior quantità della potenza meccanica prodotta dal motore. Di conseguenza l'accelerazione è più elevata che nella trasmissione a cinghia in quanto questa assorbe una parte della forza di trazione e introduce sia ritardo che jitter.
Nel 1978 la Technics sviluppò un giradischi professionale per DJ (Technics SL-1210) che acquisì in breve tempo un ampio successo per le sue caratteristiche tecniche che ne hanno fatto uno strumento insostituibile. La principale caratteristica era proprio la trazione: si sviluppò una tecnologia detta a trazione indiretta o al quarzo. L'idea rivoluzionaria che ha condotto al successo questi giradischi era la quasi totale assenza di manutenzione del piatto rotante, in quanto, non essendoci alcun elemento di trazione a contatto[4] non vi era usura. Un altro fattore che ha portato al successo dei giradischi della technics è stata l'introduzione del braccio curvo[5] e la sua particolare costruzione, che permetteva di eliminare un fastidioso effetto di risonanza generatosi quando il giradischi si trovava in prossimità di un altoparlante.[6] I giradischi Technics, serie SL-12xx, non sono mai stati rimpiazzati da altri prodotti di mercato. Benché oggi si sia passati a strumenti digitali, i Technics sono ancora largamente utilizzati.

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